Generalità e incidenza
Le malattie delle vene hanno incidenza notevole nella popolazione. Nel mondo occidentale circa il 30% della popolazione adulta ne è colpita in vario modo con prevalenza per il sesso femminile. La maggior parte delle varici sono dette “primitive” perchè non se conoscono le cause anche se la componente genetica riveste un ruolo essenziale nel loro sviluppo. L'incidenza delle varici aumenta con l'età anche se sono frequentissime nei giovani. Teleangectasie, volgarmente dette capillari, varici, edemi, ulcere, flebiti, sono solo alcuni aspetti di tale patologia. La malattia varicosa nelle sue varie forme ha del resto antichissime origini: nozioni di flebologia sono presenti nei papiri dell’antico Egitto, nella Bibbia, nei testi di letteratura greca e di medicina dell’antica Roma
Cause di malattia
Premesso che le vene degli arti inferiori sia superficiali che profonde hanno il compito di riportare il sangue dalla periferia verso il cuore, il termine “insufficienza venosa” è, a prescindere dalle varie cause, quella situazione in cui questo meccanismo non avviene correttamente. La risalita del sangue attraverso le vene dalle gambe al cuore avviene normalmente “in salita” e pertanto è costantemente e naturalmente contrastata dalla forza di gravità conseguenza della nostra abituale posizione eretta. La natura, fortunatamente, ci ha dotato di meccanismi in grado di agevolare il ritorno del sangue venoso aiutandone la risalita e cioè le valvole venose, importanti apparati situati all’interno delle nostre vene, che muovendosi ritmicamente imprimono al sangue venoso un movimento verso l’alto impedendo il suo ristagno in periferia, i muscoli delle gambe che quando camminiamo eseguono un vero e proprio massaggio spremitura delle vene aiutandone la contrazione, l’attività stessa del cuore che nel movimento della sistole e della diastole imprime energia alla corrente sanguigna e in ultimo la elasticità e quindi la tonicità delle pareti stesse delle vene.
Quando, per svariate cause, si verifica un malfunzionamento di uno o più di questi meccanismi, si determina la cosiddetta “insufficienza venosa” nei suoi vari gradi, dalla comparsa delle frequenti “gambe gonfie”, dolenti, pesanti, etc., alle vere e proprie varici le cui complicanze più gravi sono le ulcere, le tromboflebiti e addirittura la loro rottura con emorragie di sangue anche abbondanti.
Ci sono situazioni che favoriscono questa patologia. Le più note sono la familiarità (c’è ricorrenza della malattia in più membri della stessa famiglia), il sesso (nella donna è molto più frequente che nell’uomo), l’età (la frequenza aumenta con l’aumentare dell’età), la gravidanza, alcune terapie ormonali come ad esempio la pillola anticoncezionale, l’obesità, la stipsi e la sedentarietà.
Sintomi e Manifestazioni
Le varici degli arti inferiori possono essere asintomatiche ossia non creare alcun disturbo clinico rappresentando esclusivamente un problema estetico. Possono altresì essere sintomatiche dando sensazione di pesantezza alle gambe, tensione, prurito, irrequietezza ( le cosiddette gambe senza riposo) e bruciore. Questi sintomi generalmente si intensificano a fine giornata o comunque dopo una prolungata permanenza in ortostasi.
Essendo l'insufficienza venosa, per definizione, una patologia cronica ed in molti casi evolutiva può determinare anche la formazione di imponenti sindromi varicose.
Le varici si sviluppano lentamente nel tempo e si manifestano come delle escrescenze allungate e tortuose, palpabili e di colorito bluastro. Ad esse si può associare l'edema, cioè il gonfiore delle gambe, e la alterazione del colorito della pelle soprattutto nella parte inferiore della gamba; ciò spesso rappresenta un segno che precede la insorgenza delle ulcere.
Le ulcere sono quindi complicanze temibili per il dolore che comportano, la guarigione in tempi lunghi, e un'alta incidenza di recidive.
Oltre le ulcere un'altra complicanza temibile delle varici è la tromboflebite che è una vera e propria trombosi che si forma all'interno della vena varicosa dove il sangue è ristagnante.
Terapie
Le varici possono essere controllate e curate in maniera soddisfacente e ottimale anche se una cura definitiva non esiste dato che si tratta, per definizione, di una patologia cronica, progressiva evolutiva a forte componente genetica.
Fondamentalmente il controllo della malattia può essere realizzato attraverso una terapia medica (farmaci flebotonici) o chirurgica o scleroterapica o elastocompressiva (calze elastiche) a seconda dei casi.
Spesso le suddette terapie sono associabili.
Lo stripping safenico (asportazione della safena) nel corso degli anni, pur essendo ancora attuabile in alcuni casi, è stato sostituito da interventi ancor meno invasivi come la termoablazione con radiofrequenza e la tecnica con laser. Nella stessa seduta operatoria, attraverso minuscole incisioni (flebectomia per mini incisioni secondo Muller), vengono meticolosamente asportate tutte le varici, rami collaterali safenici.
L'intervento chirurgico, in ogni caso, viene ormai effettuato in day hospital con ritorno quasi immediato alle normali attività e occupazioni.
Altra metodica innovativa e non meno importante è la scleroterapia delle varici con schiuma.
Mi preme precisare, comunque, che ogni tecnica ha indicazioni ben precise in base alla patologia venosa riscontrata e naturalmente all'esperienza dell'operatore.
Credo che nel bagaglio culturale di ogni specialista chirurgo vascolare - flebologo debbano essere contemplate e adottabili tutte le varie tecniche, chirurgiche e non.
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