Sono piccole e permanenti dilatazioni di venule intradermiche.
Sono confluenti, di colore variabile dal rosso al blu a seconda che al loro interno la pressione venosa sia più o meno elevata, possono avere svariate forme (a ventaglio, a fiamma, a raggiera, a rosone eccetera). Si localizzano preferibilmente nella coscia ma possono comparire anche nelle gambe o nei piedi.
La loro causa non è sempre chiara:
spesso sono secondari a un malfunzionamento delle valvole delle vene safene o delle vene profonde, in qualche caso l'origine è uno scompenso o una alterazione ormonale (tipico in caso della gravidanza), a volte sono esiti traumatici o di particolari terapie mediche praticate (terapie cortisoniche ormoni eccetera).
Denotano sempre e comunque una sorta di insufficienza venosa (magari modesta o di grado iniziale) degli arti inferiori.
Specie nella donna hanno inevitabilmente rilevanza estetica.
Molti sono i trattamenti ideati nel corso degli anni per la loro cura.
Personalmente ritengo che la scleroterapia abbia retto egregiamente la concorrenza di altre metodiche.
La tecnica consiste, utilizzando aghi più che sottili, direi quasi invisibili, nella iniezione all'interno del capillare di poche gocce di un farmaco in grado di chiuderne il lume.
La scleroterapia, che trova la sua principale indicazione proprio nel trattamento delle teleangectasie capillari, non arreca al paziente particolare dolore, non lo limita nelle sue attività anche immediate e, se correttamente eseguita, non dovrebbe lasciare esiti.
Non tutti i capillari tuttavia rispondono ugualmente bene al trattamento scleroterapico. Anche i tempi di miglioramento dell'inestetismo dopo la scleroterapia sono variabili da persona a persona. In questa variabilità di risultato intervengono molti fattori, noti e meno noti, tra cui il tipo di circolazione venosa propria della persona, il colorito della cute, l'eventuale concomitanza di altre terapie specie ormonali, la predisposizione genetica familiare eccetera.
Un dubbio che spesso ricorre nei pazienti è la possibilità di ricomparsa dei capillari. Tale eventualità, a volte possibile, è legata al tipo di patologia che per definizione è cronica ed evolutiva. La comparsa nel tempo di nuovi capillari non ha mai alcun rapporto con il trattamento scleroterapico effettuato precedentemente.Sono infatti consigliabili, per i pazienti affetti da insufficienza venosa, periodici controlli clinici ed eventuali “ritocchi” per mantenere stabili nel tempo i risultati ottenuti
Per ovvii ed intuibili motivi voglio precisare che in ogni seduta di scleroterapia sono utilizzati materiali sterili monouso,
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